Le tariffe dei cellulari sono praticamente un caos completo…per molto tempo sono rimaste le stesse, immutate o quasi, gli operatori si sono combattuti una specie di finta guerra fatta soprattutto d’immagine, testimonial di successo e offerte speciali, soprattutto legate al “passa a vodafone”, “passa a TIM”, ecc.
Da alcuni mesi invece sembra si siano svegliati un po’ tutti…probabilmente anche a causa dei diminuiti guadagni derivanti dalla vendita di contenuti per cellulare (che secondo me tornerà a crescere).
E fioccano prima di tutto le modifiche delle vecchissime tariffe…teoricamente proponendo cambi che sembrano avvantaggiare il cliente e che non sempre sono effettivamente convenienti.
Purtroppo i profili tariffari prepagati di Tim e Vodafone subiranno variazioni e ritocchi al rialzo. Pensate sia illegale, illecito, pazzesco, sconvolgente? In effetti dopo anni che questa procedura non è mai stata “forzata” dagli operatori…sembra che ora si siano decisi, purtroppo, usando il pugno duro.
Però l’associazione di tutela dei consumatori Aduc ritiene che la rimodulazione delle tariffe è illecita…i clienti possono chiaramente disdire il contratto e passare ad un’altra tariffa…oppure ad un altro operatore…però è anche vero che se tutti insieme aumentano i prezzi…cambiare diventa non solo scomodo, ma anche inutile, se escludiamo gli incentivi per passare da un operatore all’altro.
Sembrerà strano…ma le tariffe di WIND sono le più chiara. Meno come numero, più semplici, sono quindi anche più comprensibili. Anche 3 esprime bene nelle sue tabelle le tariffe…mentre gli operatori più usati dagli italiani, Vodafone e TIM, mantengono tariffari complicati…difficili da leggere e quindi anche da paragonare ai primi 2.
Una importante questione da valutare è lo scatto alla risposta e quindi la tipologia di chiamate che si tende ad effettuare. Se fate spesso chiamate brevi…lo scatto alla risposta è deleterio. ![]()
E le cifre indicate sono al secondo o al minuto? Insomma il paragone delle tariffe è complesso…
Inoltre vanno valutati anche gli operatori virtuali, quelli che affittano il traffico dai gestori “classici”, ad esempio “Poste Mobile” di Poste Italiane, “A-Mobile” del Gruppo Auchan, “Coop Voce” di Coop e Unomobile di Carrefour e altri che stanno nascendo in questi giorni.


